giovedì 14 marzo 2013
un papa nuovo
Un nuovo papa. tutti entusiasti. al di là del fatto che certo non è una persona nuova, esterna a roma o al sistema, e il suo passato è piuttosto inquietante... è strano sia bastato che scegliesse un nome - doveroso, tra l'altro, nell'aria da giorni - che richiami all'italia e alla povertà (secondo me per bilanciare al fatto che è il primo papa non europeo della storia). e poi: è latinoamericano! anzi, addirittura è argentino. c'è qualcosa di meno estero e di meno terzomondista di un argentino? di più conservatore? di più tradizionale? di più in lizza con il protestantesimo? fermo restando che ovviamente reputo che chi sia il nuovo papa non mi riguardi, ma questo giro mi sembra un immenso piano di marketing...
martedì 12 marzo 2013
Meglio grillini che albadorati
Ci ho pensato a lungo e - alla fine - sono anche quasi contenta che il primo partito italiano sia il MoVimento 5 Stelle. Almeno questo partito condivide almeno metà delle mie idee (al di là che sia dominato da un segretario di partito pazzo e mai eletto da nessuno, come già accadde con Berlusconi e con Bossi, ma credo anche con Vendola). In tutto il resto d'Europa il partito rivelazione era neofascista...
sabato 5 gennaio 2013
The company you keep e il giornalismo
The Company you Keep è un film sul giornalismo investigativo? So cos'è un cattivo giornalista? So come non devi essere?
Io l'ho letto in questo modo, forse è perché sono una giornalista, forse perché non è che dei Weathermen il suddetto film parli molto.
Sia chiaro: io l'ho trovato odioso. Con personaggi piatti, che fanno scelte repentine e fondamentali (come costituirsi dopo trent'anni - ma poi, dal 75 ad oggi di anni non ne sono passati QUARANTA? - di latitanza, o di consegnarsi alla polizia dopo aver detto per due ore di film "no - non lo faccio - no - no - no") senza fare un percorso in tal senso e per motivazioni inesplicabili.
-E, altra cosa, se ti riempi la faccia di botox dovresti avere la decenza di smettere di fare l'attrice, perché non riesci a fare alcun tipo di espressione e i tuoi occhi si incontrano in cima al naso. Detto questo, la cosa più insopportabile di The Company you Keep è il personaggio del giornalista (mi ha toccato così tanto che non ricordo manco il suo nome) interpretato a Shia LeBeuf. O come cappero si scrive. Nulla di ciò che accade attorno a lui lo tocca. Nulla. Quando racconti una storia, o conosci una persona, ti tocca, Sempre. Ed essere toccati magari ti può far male, ma sicuramente ti fa crescere e serve per il tuo pezzo. Lui incontra queste persone, che in fondo hanno fatto la storia, che latitano da quarant'anni per conseguenza di atti determinati dai loro ideali, e resta impassibile. Nessun coinvolgimento e nessuna riflessione. Non cerca di comprendere altro che il meccanismo. Chi è chi, chi sta andando dove. Basta. Le ragioni non si scrivono, i caratteri non rendono, quindi sono dati non importanti. E' talmente incapace di creare relazioni che le due notizie fondamentali per la sua indagine (chi è realmente Robert Redford e dove sta andando) sono informazioni che scopre grazie alle ricerche, non per merito delle persone. Con le persone lui non crea alcun rapporto. Le minaccia, non le ascolta, le infastidisce. Anche per questo, per me, non è un giornalista.
Infine, capita, a volte, quando si è un reporter, di venire coinvolti nelle storie. Non solo coinvolti emotivamente, ma in senso pratico. Di influire sull'esperimento. Di cambiare le cose. Di intervenire. Allora ci si sente parte della storia che raccontiamo e che altri raccontano. E' soprattutto la che si deve fare attenzione, decidere cosa raccontare e cosa no (perché lo sappiamo tutti che un giornalista sa molte, molte, molte! più cose di quelle che riporta) perché stiamo creando una reazione a catena: il nostro racconto causerà degli effetti e cambierà le cose. Tipo far arrivare l'FBI in una baita al confine con il Canada.
E' sciocco il giornalista che non lo sa. E' sciocco il giornalista che riporta tutto senza analizzarlo, senza interrogarsi, senza farsi coinvolgere, senza capire e soprattutto senza pensare alle ripercussioni del suo lavoro. Per questo io penso che The Company you Keep sia un film che dovrebbe farci vergognare, come professionisti, se c'è davvero qualcuno di noi come quel giornalisticolo di provincia.
lunedì 10 dicembre 2012
adotta un partitello
è successo e non è una gran sorpresa: il governo è caduto e la legge elettorale non si è fatta. è caduto a causa del pdl e non perché il partito di berlusconi non condividesse le scelte infelici e draconiane di monti, ma solo per permettere a mister b di non andare in carcere in conseguenza del rubygate, potendosi avvalere dell'immunità parlamentare. io sono molto, ma molto irritata per il fatto di dover votare col porcellum, perché avrei voluto far piazza pulita di molti di loro, ma non sarà possibile, perché saranno loro, il gotha dei partiti stessi, a decidere chi sarà eletto e dove. noi non possiamo dare preferenze e scegliere chi premiare e chi punire. peer me, c'è una sola soluzione. disperdere il voto. il voto utile, questa volta, non è concentrarsi su pd e pdl, ma è votate partiti partitelli e partitucoli. si creerà, è vero, un governo probabilmente instabile, ma certamente si lancerà un messaggio ai due grandi. hey noi non vi crediamo. l'astensione non è una soluzione: a loro basta vincere, fosse anche con il 2 percento dei votanti. fate come me, scegliete un partitello (SEL, rifondazione, verdi, comunisti italiani, 5stelle, idv, consumatori uniti, per il bene comune, sinistra critica, no euro, partito pensionati, msi, movimento idea sociale, la destra, moderati per il piemonte, südtiroler volkspartei, lega d'azione meridionale..) e votatelo.
PS sabato si vota alle primarie regionali lombarde del centrosinistra. io voto andrea di stefano.
mercoledì 24 ottobre 2012
choosy o affamati?
Quel che mi ha schifato dell'uscita choosy del ministro fornero non è il suo dire che i giovani non accettano qualsiasi lavoro. al di là del fatto che non credo sia vero, ma in ogni caso se una persona si prende una laurea specialistica, fa stage gratuiti per migliorarsi, prende magari anche un dottorato, non ha molto senso che, arrivato ai 28 anni, magari 30, vada a fare l'imbianchino. è giusto che cerchi di realizzare il suo disegno di vita. ma al di là di queste ovvie considerazione, ciò che più mi scandalizza è che fornero con questa uscita ha appositamente spostato l'obiettivo e distolto l'attenzione dalla materia che importa. chi non è choosy e non vuole fare qualunque lavoro non lo fa perché pulire gli uffici o lavare i piatti è un lavoro umile, ma in quanto è un lavoro sottopagato,. nessuno di noi, che sia plurilaureato o che abbia la terza media, vuole (o può permettersi) di fare un lavoro da 5'00 euro al mese. allora fornero facesse il ministro, invece di mettersi a farci la morale, e imponesse il salario minimo garantito. io non ho problemi a lavare i pavimenti (anche perché a 37 anni, di cui 15 passati a fare la giornalista, l'alternativa è: o continuo a scrivere, o pulisco i cessi, dato che non ho skills per fare altri lavori più specializzati), ma ho problemi, alla mia età e vivendo sola (per fortuna non ho figli da crescere), a lavorare per 500 euro al mese. e fornero sa che la vera questione non è neanche più la qualità del lavoro, il diritto, perché è un diritto costituzionale, fa fare un lavoro che ci appaghi e ci piaccia, ma il fatto di poter sopravvivere.
lunedì 15 ottobre 2012
Se siete sovraccariche, è colpa vostra
Federico Rampini su D di questa settimana sostiene chele donne hanno "da una parte il carico di incombenze professionali, esigenze di mariti, badare alla casa, accudire figli e genitori anziani. Mi fa ridere. Perché questo sovraccarico non è di tutti, non è anche degli uomini? Gli uomini non hanno figli, lavori, case e genitori? Mi si dirà che faccio la finta tonta de non voglio vedere che la realtà è che gli uomini non accudiscono genitori e figli, non fanno le faccende domestiche. Allora io rispondo: e chi si accompagna a uomini che vi scaricano tutto sulle spalle? Voi.
E quindi ve lo meriterete pure, di essere cariche di incombenze, perché ve le siete prese.
Ieri ero a casa del mio amico Teo. ha una moglie e una bambina di tre anni. Il pranzo lo ha cucinato sua moglie, mentre lui mi intratteneva e badava alla figlia. Hanno rigovernato assieme. Poi lui ha preparato la cena alla bambina. Lei è un medico, lui un intellettuale. Lei ha scelto un uomo che sapesse che la casa è di entrambi, e che i figli si fanno in due. E' stressante per tutti pensare alla casa (necessario, per non vivere in un porcile) e al lavoro (per mangiare e magari realizzarsi) e stare accanto ai figli (li hai fatti, vorrai goderteli), ma deve essere uno stress per tutti, al di là del gender. E mi scandalizza che ancora si stia qui a dire che le donne hanno più peso degli uomini. Al di là ragazze che non ve l'ha prescritto il medico di riprodurvi. Io non l'ho fatto e per ora la salute mi conserva, ma gli uomini moderni non sono così. Aiutano in casa. Certo, magari le donne non dovrebbero dare per scontato che loro fanno tutti, perché chiunque, vedendo che l'altro si occupa di tutte le incombenze, si impigriscono. Penso solo che se iniziassimo a dare per scontato che gli impegni familiari e domestici sono di tutti, magari si dovrà smettere di ricordarselo e le donne la pianteranno di voler fare le perfette casalinghe e le donne in carriera accompagnandosi da uomini che non hanno le loro stesse necessità.
lunedì 1 ottobre 2012
Crampi da nuoto
Quando il mio professore di lettere all'università mi ha detto che il mio amico che gli faceva da assistente ha mollato, che "si e arreso", mi ha motivato a continuare, a non smettere, a continuare a credere in me. Lasciare i propri sogni, rinunciare alle proprie aspettative è farsi sconfiggere, arrendersi. a volte ci si deve arrendere, decidere - prender atto - che non ce la fai più, come quando dopo troppo che nuoti al largo smetti di far andare le braccia e vai giù. E' poco dignitoso per quanto necessario andare giàù, allora. Ho pensato che più responsabilità hai più è facile che tu ti arrenda. Perché più hai legami più sei ricattabile. Il mio amico ha moglie casa e figlia. Che, se da una parte sono una struttura, una sicurezza, sono anche un vincolo, un obbligo, un peso. Un ostacolo ai tuoi sogni.
Se puoi fare il ricercatore a 500 euro al mese quando sei solo, o meglio ancora quando stai con mamma e papà, non puoi farlo se hai una famiglia che conta su di te. Anche se a quarant'anni vivere a 500 euro al mese è poco dignitoso e solo in paesi crudeli come questo capita ancora.
Io sono qui da sola, e allora almeno mettiamolo a frutto e cerchiamo di combattere, di stare a galla almeno sino a che i crampi non si fanno insopportabili.
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