lunedì 12 dicembre 2011

me against demeny voting

ho letto sull'inserto del corriere un articolo sul demeny voting e mi sono messa ad imprecare.
di fatto è la proposta di consegnare maggior potere nel voto ai genitori, ovvero, il loro voto vale doppio rispetto al mio, che sono una povera caprona zitella che quando morirà non lascerà nulla di buono, perché LORO hanno degli eredi ed è giusto che decidano.
h no cari. un bambino di sei anni PRIMA produce e POI vota.
e che cavolo.
io pago tasse che vengono rinvestire anche per abbattere i costi degli asili o per pagare il medico di base a quei mocciosi catarrosi che sono sempre malati. ed è giusto così., è la sussidiarietà. ma io non reputo che la mia amica chicca solo perché per caso uno spermatozoo le si è impiantato nell'utero sia più saggia di me e possa fare scelte migliori perché ORA HA UN FIGLIO. in realtà, da quando ha scodellato il piccolo lurenSo, pensa solo a pappe cacche e sonnellini. una visione un po' chiusa del mondo. se i genitori dovessero decidere le sorti del pianeta, magari è vero che sarebbero più ecocompatibili, però tante cose che secondo me non sono senza importanza, come ad esempio la cultura e il divertimento potrebbero fallire. un genitore si disinteressa dl teatro, tanto non può mica andarci, deve tenere a bada il covo di germi che ha partorito. e se permettete, per me queste cose contano ancora.
ma non è solo questo.
secondo me, chi crede nel demeny, in realtà è in malafede. dici: investiamo nel demeny perché credi che i genitori siano ecofriendly e robe così, perché credi, supponi, sei certo che poteranno avanti politiche ambientali ed animaliste. e se invece i genitori fossero dei neonazisti che vogliono la segregazione razziale? non saresti più tanto pro demeny, vero? beh io credo che la democrazia vada sempre rispettata, e non solo quando la maggioranza la pensa come me. e che è davvero davvero meschino perorare una causa solo perché si pensa che indirettamente possa portarci qualcosa di buono.
credo anche che la democrazia universale sia che una testa è un voto. che le donne valgono quanto gli uomini e i poveri quanto i ricchi. e che se dobbiamo lottare per dare diritto di voto a qualcuno non dovremmo dare più potere ai genitori, o ai ricchi, o ai vedovi o a chi ha un cavallo, ma agli immigrati, che vivono qui, ci pagano le tasse e devono subire scelte che prendiamo bellamente sopra la loro testa.

4 commenti:

k ha detto...

eccoti anche te di quà
scritto in stampatello sembri parecchio incazzata
detto ciò concordo in tutto e per tutto
bac

direttivo ha detto...

concordo pure io, erbetta (ben ritrovata... quanto tempo!), anche se a volte vagheggo una qualche forma di oligarchia che eviti che il mio voto possa essere vanificato da quello di un cretino.
I genitori spesso soffrono di restringimento dell'orizzonte, dalla società alla prole, anche loro (non solo i figli) sono da educare ;)

erbasalvia ha detto...

per quanto tempo resisterò a scrivere? buh. quando inizierò ad usare una forma sintattica ad uopo? buh. lo stampatello mi fu criticato, ma ammé piace 'na ciaifra.

direttivo ha detto...

ora, non per esser d'accordo con zia k, però non stento a credere che t'abbiano criticato sto stampatello inclinatiello simil comic